Si può indossare il velo sulla foto della carta d’identità?

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In Italia non ci sono vere e proprie leggi specifiche che riguardano la possibilità di presentare foto con il capo coperto dal velo islamico da inserire nella carta di identità o nel passaporto. Ci sono tuttavia tre circolari a cui è possibile far riferimento: la prima risale al 1995, la seconda al 2000, l’ultima è di ottobre 2016*.

In tutte le circolari si sottolinea che “in base alla norma costituzionale che tutela la libertà di culto e di religione, le fotografie da inserire nei documenti di identità in cui la persona è ritratta con il capo coperto” devono essere ammesse, purché i tratti del viso siano “ben visibili”.

Di seguito le circolari.

MIN circolare MIACEL n. 4 del 15/3/1995

Oggetto: Rilascio di carta di identità a cittadini che professano culti religiosi diversi da quello cattolico – Uso del copricapo
L’Unione delle comunità ed organizzazioni islamiche in Italia ha espresso la difficoltà, incontrata dalle donne di religione islamica presso gli uffici comunali e circoscrizionali di appartenenza, ad ottenere il rilascio della carta d’identità dietro presentazione di foto che le ritraggono a capo coperto.
La questione per il passato è già stata sottoposta all’attenzione di questo Ministero, in relazione alla circostanza che determinate religioni impongono l’uso continuo del copricapo o del capo coperto.
Ciò premesso questo Ministero è dell’avviso che nei casi in cui la copertura del capo in vari modi: velo, turbante o altro, è imposta da motivi religiosi, la stessa non può essere equiparata all’uso del cappello, ricadendo così nel divieto posto dall’articolo 289 del regolamento del t.u.l.p.s.
Invero la cennata disposizione regolamentare non parla di capo scoperto ma bensì fa riferimento al cappello cioè ad un accessorio dell’abbigliamento il cui uso è eventuale e che, per le sue caratteristiche, potrebbe alterare la fisionomia di chi viene ritratto.
Diverso è invece il caso in esame ove il turbante ovvero il velo delle religiose, sono parte degli indumenti abitualmente portati e che concorrono nel loro insieme a identificare chi li porta.
Ciò premesso si ritiene opportuno, anche alla luce di possibili richiami al precetto costituzionale della libertà di culto e di religione, che le richieste in argomento debbano trovare favorevole accoglimento presso le amministrazioni comunali, purché i tratti del viso siano ben visibili.
Si pregano le ss.ll. di curare la più celere e massima diffusione del presente documento presso i Comuni ed, in particolare, i servizi demografici.
Artt. 20 e ss. D. Lgs. 30/6/2003, n. 196 (la violazione dell’art. 20 e’ considerata all’art. 167, 2 successivo).

In seguito, una circolare del ministero dell’interno del 24 luglio 2000 (sui permessi di soggiorno), inviata a tutti i questori e alle prefetture d’Italia, a firma del capo della polizia Gianni De Gennaro, chiarisce che per il rilascio delle carte di identità sono permesse le fotografie col capo coperto ma con i tratti del viso ben visibili.

Circolare del ministero dell’interno del 24 luglio 2000

Nel quarto capoverso, la circolare recita: “Con circolare del 14 marzo 1995 della Direzione generale dell’Amministrazione civile, è stato precisato che nel caso in cui la copertura del capo con velo, turbante o altro sia imposta da motivi religiosi, il turbante, il “chador” o anche il velo, come nel caso delle religiose, sono parte integrante degli indumenti abituali e concorrono, nel loro insieme, a identificare chi li indossa, naturalmente purché mantenga il volto scoperto. Sono quindi ammesse, anche in base alla norma costituzionale che tutela la libertà di culto e di religione, le fotografie da inserire nei documenti di identità in cui la persona è ritratta con il capo coperto da indumenti indossati purché, ad ogni modo, i tratti del viso siano ben visibili”.

In virtu di questa circolare molti dei comuni di cui ho consultato i siti, tra i documenti necessari per ottenere il rilascio della carta di identità indicano la seguente dicitura:

—> Tre fotografie recenti a mezzo busto, a capo scoperto (ad eccezione dei casi in cui la copertura del capo con velo, turbante o altro sia imposta da motivi religiosi, purchè i tratti del viso siano ben visibili).

Queste circolari valgono per tutti i comuni italiani. Pertanto, nel caso in cui si abbiano problemi, basta recarsi nell’ufficio comunale muniti di documentazione legale: sarà sufficiente stampare le informazioni che avete trovato in questa pagina, in tal modo nessun impiegato potrà rifiutarsi di accettare le vostre foto in hijab (velo islamico) per il rinnovo della carta di identità.

L’ultima circolare riguarda la patente di guida ed è consultabile seguendo questo link:
la circolare emanata il 20 ottobre 2016 dal Ministero dei Trasporti

Nel dicembre 2016 l’ASGI (Associazione per gli studi giuridici sull’Immigrazione), in una lettera inviata al Ministero dei Trasporti, ha richiesto che vengano posti in essere atti e provvedimenti idonei a evitare che in futuro avvengano ulteriori illegittimi rifiuti nel rilascio dei documenti d’identità quali carta d’identità, passaporto, permesso di soggiorno, patente di guida o altri documenti identificativi, da parte delle amministrazioni competenti.

Leggi il post per saperne di più:

Foto con il velo: non va negato il documento d’identità

©www.niqab.it

*ultimo aggiornamento dell’articolo: giovedì 12 luglio 2018