Niqab in Francia: testimonianza di una convertita

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niqab-franciaSono Umm Abdurrahman, una sorella convertita alhamduliLlah da quattro anni. Porto il sitar (n.d.r. niqab che copre anche gli occhi) da gennaio alhamduliLlah grazie ad Allah ‘azza wa jall. Una grande ni’ma subhanaLlah.

Abito in una regione davvero razzista, in cui la comunità musulmana non è molto grande. Avevo paura quando uscivo le prime volte, sebbene esco solo accompagnata da mio marito, perché qui anche solo con il jilbab c’è il rischio di farsi aggredire! Così ho provato a trovare delle soluzioni per evitare i controlli, ad esempio vado a fare la spesa nei supermercati più vicini a casa mia.

Durante la mia prima uscita con la mia corona, subhanaLlah, non ho ricevuto nessuna parola, nessuno sguardo cattivo grazie ad Allah ‘azza wa jall. Ora sento spesso cose come “Che ci fai qui?”, “Che cos’è questo?”, ma anche “Torna nel tuo paese, non siamo in Iran”. Vivo assai male queste frasi, tanto che preferisco non uscire molto, né con mio marito né con nessuno. Khair inshaAllah.

La mia famiglia non ne è al corrente perché non capirebbe la mia scelta, alhamduliLlah. Non ho mai pensato di togliere il mio sitar e che Allah ‘azza wa jall ce ne preservi.

Consiglio alle sorelle che temono i controlli della polizia di fare molti du’a, recitare le sure protettrici e Allah ‘azza wa jall vi faciliterà.

www.niqab.it

Testimonianza di Umm Abdurrahman
Tradotta da Umm Sumeyya